L’Agenzia delle Dogane ha pubblicato l’informativa che stabilisce le modalità operative per la presentazione delle dichiarazioni di rimborso delle accise sul gasolio relative ai consumi effettuati dai veicoli industriali tra il 1° gennaio e il 31 marzo 2026.
Fin qui tutto normale. Poi però entrano in gioco due cambi di aliquota nello stesso trimestre, e la questione si complica un po’.
Rimborso accise gasolio autotrasporto del primo trimestre 2026: due periodi diversi
Nel primo trimestre 2026 non c’è un’unica aliquota di riferimento, ma due.
Dal 1° gennaio al 18 marzo l’aliquota normale sul gasolio è più alta, poi dal 19 marzo cambia e scende.
Nel primo periodo, l’aliquota normale era salita a 672,90 euro per mille litri. Poi, con un intervento urgente legato all’aumento dei prezzi energetici, è stata abbassata a 472,90 euro.
L’aliquota agevolata per gli autotrasportatori, invece, è rimasta ferma a 403,22 euro.
Tradotto: il rimborso cambia in base a quando hai fatto rifornimento.
Per il gasolio tradizionale:
- fino al 18 marzo → rimborso di 269,68 euro per mille litri
- dal 19 marzo → rimborso di 69,68 euro per mille litri
E qui spesso nasce il primo problema: le aziende hanno le fatture, ma non sempre il gestionale separa bene i consumi per data. E quindi ci si ritrova a ricostruire tutto a mano.
Nel frattempo l’aliquota agevolata per il settore trasporto resta ferma a 403,22 euro per mille litri. È quella che fa da riferimento per il calcolo del rimborso.
Rimborso accise gasolio autotrasporto con HVO
A questo si aggiunge anche il tema HVO (gasolio paraffinico), e qui la situazione, sul campo, non è sempre pulita come sembra sulla carta.
Se l’HVO è certificato secondo i criteri di sostenibilità UE, il rimborso è unico per tutto il trimestre. Il problema è nella realtà spesso manca la documentazione chiara del fornitore.
Se l’HVO è conforme:
- rimborso fisso di 214,18 euro per mille litri su tutto il trimestre
Se non è chiaro (caso molto frequente):
- si applica un criterio prudenziale, quindi si usa l’aliquota più bassa disponibile
In pratica, per non rischiare contestazioni, molti operatori scelgono questa strada.
Capita più spesso di quanto si pensi che chi gestisce il rifornimento non abbia subito la conferma sulla tipologia esatta del carburante. In questi casi si va su un’impostazione prudenziale. Non è una scelta “strategica”, è più una tutela per evitare errori nella dichiarazione.
Quando arrivi alla pratica della dichiarazione
La parte più delicata non è il calcolo teorico, ma la raccolta dati.
Per ottenere il rimborso devi avere:
- fatture elettroniche corrette
- targa del veicolo indicata
- consumi tracciabili
La vecchia scheda carburante non esiste più, se manca un dato, rischi di non recuperare nulla.
Altro punto: non tutti i mezzi rientrano. Sono esclusi:
- veicoli Euro IV o inferiori
- mezzi sotto le 7,5 tonnellate
Quindi sì, prima di perdere tempo con i calcoli, conviene verificare se hai diritto al rimborso.
Come si presenta la domanda?
Per presentare la domanda per il rimborso hai tre opzioni:
- via telematica (EDI)
- tramite PEC
- oppure, solo in casi residuali, in formato cartaceo (ma con file digitale allegato)
Il credito puoi:
- usarlo in compensazione con F24 (codice 6740)
- oppure chiedere rimborso diretto
Una cosa interessante: non ci sono limiti stretti di compensazione per questi crediti. Quindi puoi usarli anche oltre certe soglie, cosa che in altri ambiti non succede.
E nella pratica?
Il punto vero è questo: non è una pratica isolata. È una parte della gestione dei costi del trasporto.
Se gestisci spedizioni ogni giorno, probabilmente il gasolio è una delle voci di costo più pesanti. E questi rimborsi, anche se sembrano tecnici, fanno davvero la differenza a fine anno.
Per questo molte aziende stanno iniziando a strutturare meglio la parte logistica e documentale, perché il rischio non è solo pagare di più, ma perdere rimborsi semplicemente per un errore formale.
Qui entra in gioco un aspetto che spesso viene sottovalutato: avere accanto un partner logistico che queste dinamiche le conosce davvero.
Perché tra accise, normative, documenti e controlli basta poco per sbagliare. E quando sbagli, di solito, perdi margine.





