Tempi di pagamento nel trasporto merci: una questione che pesa ogni giorno

Nel mondo del trasporto merci su strada, il problema dei pagamenti in ritardo non è una novità. Per molte aziende e per tanti autotrasportatori è una realtà con cui fare i conti ogni mese: fatture emesse, lavori conclusi, ma incassi che arrivano tardi, a volte troppo tardi. Nel frattempo, però, il gasolio va pagato, i mezzi mantenuti e gli stipendi rispettati.

È in questo contesto che si inseriscono la Legge 18 luglio 2025 n. 105 e la circolare n. 4505 del 19 novembre 2025 del Comitato Centrale dell’Albo nazionale degli autotrasportatori. Non cambiano tutto da un giorno all’altro, ma segnano un passo in avanti importante nel tentativo di rimettere ordine su un tema che da anni crea squilibri nel settore.

 

Cosa dice davvero la Legge 105/2025

Partiamo da un punto fermo: il termine massimo di pagamento resta di 60 giorni dalla data di emissione della fattura. Questo non è cambiato. La legge non introduce nuove scadenze né eccezioni particolari.

La vera novità sta nel fatto che il legislatore ha deciso di rafforzare i controlli e le conseguenze per chi non rispetta sistematicamente questo limite. Quando i ritardi non sono casi isolati, ma diventano una prassi diffusa e ripetuta nel tempo, il comportamento del committente può essere considerato un abuso.

In altre parole, non si parla più solo di “brutte abitudini”, ma di pratiche che possono avere conseguenze serie.

 

La circolare 4505: chiarimenti utili per chi lavora sul campo

Con la circolare n. 4505 del 19 novembre 2025, il Comitato Centrale dell’Albo degli Autotrasportatori ha voluto spiegare in modo chiaro come si applicano queste novità. Il messaggio è diretto: i 60 giorni restano il riferimento unico e non sono negoziabili.

La circolare serve anche a dare indicazioni pratiche alle imprese di trasporto, chiarendo che oggi esistono strumenti concreti per segnalare situazioni di ritardo cronico e ottenere l’intervento delle autorità competenti.

 

Quando entra in gioco l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

Uno degli aspetti più rilevanti della nuova disciplina riguarda il ruolo dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM). La legge consente all’Autorità di avviare verifiche non solo di propria iniziativa, ma anche:

  • su segnalazione diretta dell’impresa che subisce il ritardo
  • su segnalazione del Comitato Centrale dell’Albo

Questo significa che le aziende di trasporto non sono più lasciate sole davanti a committenti che pagano tardi in modo sistematico.

 

Le sanzioni: un segnale chiaro alla committenza

Se l’AGCM accerta un abuso, le conseguenze per il committente possono essere pesanti. Nei casi più gravi, le sanzioni possono arrivare fino al 10% del fatturato annuo dell’impresa responsabile.

È un segnale forte, pensato per colpire quei comportamenti che, nel tempo, hanno scaricato sui trasportatori il peso finanziario dell’attesa, mettendo in difficoltà soprattutto le aziende più piccole.

 

Come segnalare i ritardi nei pagamenti

La circolare spiega anche come muoversi in pratica. Le imprese che subiscono ritardi reiterati possono inviare una segnalazione al Comitato Centrale tramite PEC, all’indirizzo albo.autotrasporto@pec.mit.gov.it.

Alla segnalazione va allegata una documentazione precisa, che serve a dimostrare che il problema non è occasionale ma continuativo. In particolare:

  • una dichiarazione sostitutiva di fatto notorio
  • una tabella obbligatoria con l’indicazione dei committenti segnalati
  • una seconda tabella facoltativa ma consigliata, per fornire un quadro più completo
  • l’elenco delle fatture pagate in ritardo e di quelle scadute e non ancora saldate

È importante che i dati facciano riferimento ad almeno sei mesi, così da rendere evidente la reiterazione del comportamento.

 

Riservatezza e tutela delle imprese segnalanti

Un aspetto fondamentale riguarda la riservatezza. Il Comitato Centrale ha chiarito che i dati saranno trattati nel pieno rispetto della privacy e che viene garantito l’anonimato all’impresa-vettore che segnala l’abuso.

Questo punto è centrale, perché permette alle aziende di tutelarsi senza esporsi a possibili ritorsioni nei rapporti commerciali.

 

Perché questa norma conta davvero per il settore

Per chi lavora nel trasporto merci, il rispetto dei tempi di pagamento non è una questione teorica. È liquidità, è continuità operativa, è possibilità di programmare. Quando i pagamenti slittano, tutto il sistema si inceppa.

Il rafforzamento della disciplina e il coinvolgimento diretto dell’AGCM rappresentano un tentativo concreto di riequilibrare i rapporti tra trasportatori e committenza, dando finalmente più peso a chi il servizio lo svolge.

 

Guardare avanti con più strumenti e consapevolezza

La circolare 4505 non risolve tutti i problemi, ma offre un quadro più chiaro e strumenti più efficaci. Conoscere queste regole permette alle aziende di trasporto di difendersi meglio e di affrontare i rapporti commerciali con maggiore consapevolezza.

In un settore dove la puntualità è una regola imprescindibile, è giusto che lo sia anche nei pagamenti.