
L’inizio del 2025 ha portato con sé una chiara diminuzione delle tariffe nel settore dell’autotrasporto, un segno che la domanda in Europa sta rallentando. Il settore continua a fare i conti con le tante incertezze economiche e politiche che caratterizzano questo momento. Lo conferma anche l’ultimo European Benchmark Rates Index, realizzato da IRU, Transport Intelligence e Upply, che mostra un calo sia delle tariffe spot che di quelle contrattuali.
Già nelle prime settimane dell’anno, molti operatori hanno notato una diminuzione delle richieste di trasporto, soprattutto su rotte chiave. A influire su questo trend sono la riduzione dei consumi interni e il calo delle esportazioni, in particolare da Paesi come l’Italia. Questi fattori hanno portato a un minor volume di merci trasportate e, di conseguenza, a tariffe più basse.
I dati dell’indice e le tendenze del trimestre
Parlando di numeri, l’indice segnala che le tariffe contrattuali si sono fermate a 131,1 punti, con un calo di 2,3 punti rispetto al trimestre precedente, il che significa un 5% in meno rispetto al picco registrato nel terzo trimestre del 2022. Le tariffe spot, invece, sono scese più bruscamente, arrivando a 134,1 punti, con un calo di 3,8 punti nel trimestre.
Il fatto che la differenza tra tariffe contrattuali e spot sia ora di soli tre punti indica che il mercato spot sta rallentando più velocemente. Dal lato dei costi, la situazione appare in fase di stabilizzazione, ma con valori ancora troppo elevati.
I salari degli autisti, pur in leggero calo (-2,0% rispetto al trimestre precedente), restano alti su base annua. Il gasolio ha registrato un aumento del 4,8% nel trimestre, mentre i pedaggi, le manutenzioni e i costi accessori hanno mantenuto una crescita contenuta ma costante. Particolare attenzione meritano le nuove tariffe ambientali legate alle emissioni di CO2 introdotte nei Paesi Bassi, in Lussemburgo e in Svezia, che si aggiungono alla Ecotaxe in fase di implementazione in Francia.
La situazione italiana
Il quadro è eterogeneo quando si entra nel dettaglio delle singole rotte.
Per quanto riguarda le rotte italiane, la situazione è mista. Le tariffe spot sono rimaste sostanzialmente stabili (-0,5 punti su base mensile), ma segnano una crescita del 7,1% su base annua.
Le tariffe contrattuali, invece, risultano in discesa, in linea con il trend europeo.
Tariffe dell’autotrasporto: quali prospettive per il secondo trimestre?
Guardando al secondo trimestre del 2025, ci sono segnali positivi: il potere d’acquisto dei consumatori sta migliorando, l’inflazione si sta calmando e le famiglie hanno più risparmi a disposizione. Questi elementi potrebbero dare una spinta alla domanda e portare ad un lieve rialzo delle tariffe dell’autotrasporto nel medio periodo.
Restano però alcune incognite, soprattutto legate alle esportazioni. I conflitti geopolitici e le tensioni commerciali nel mondo continuano a frenare una vera ripresa del settore.
Ci si aspetta che i noli spot possano aumentare gradualmente nel medio termine, grazie a una domanda più forte e a una situazione economica più stabile, soprattutto in mercati importanti come Germania e Regno Unito. Al contrario, le tariffe contrattuali potrebbero rimanere sotto pressione ancora per qualche mese, finché la domanda industriale non tornerà ai livelli precedenti.
Un settore in evoluzione tra innovazione e carenze strutturali
Uno dei problemi più grossi per il settore resta la carenza di autisti: nel 2024 in Europa mancavano più di 426.000 conducenti. Le istituzioni stanno provando ad intervenire abbassando l’età minima per guidare professionalmente ed aprire le porte a lavoratori extra-UE, ma queste soluzioni richiederanno tempo per dare risultati concreti.
Intanto, si vede un segnale positivo con la crescita delle immatricolazioni di veicoli pesanti, soprattutto quelli elettrici, che sono aumentati del 51% rispetto al trimestre precedente. È chiaro che il settore sta cercando di evolversi, ma per fare davvero il salto serviranno investimenti nelle infrastrutture e tanto lavoro.
Questo primo trimestre del 2025 ci mostra un settore in movimento: le tariffe dell’autotrasporto sono scese e molte cose sono ancora in divenire. Per le aziende, la parola d’ordine è adattabilità. Serve una pianificazione attenta e una gestione oculata dei costi per poter affrontare un mercato. In continuo movimento ed evoluzione. Il futuro è ancora incerto, ma restare informati, è fondamentale per non restare indietro ed per essere pronti a cogliere qualsiasi segnale di ripresa.





